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lunedì 16 giugno 2014

Non solo Puglia. Strascinate, pomodoro, ricotta e fagiolino

Senza dilungarmi troppo in pensieri e parole sintetizzo l'attimo.
Fine settimana con le medesime voglie, ma una conoscenza in più: l'impasto per le orecchiette che all'occorrenza possono (con meno abili movimenti di mano) divenire "strascinate".
Le formazione, oltre le strascinate è così composta:
- la difesa è affidata ai lunghi, sempre compatti e al dente: fagiolini;
- a centrocampo con il compito di legare le fasi di attacco e difesa: la passata di pomodoro (non ditegli che sono egoisti perché l'hanno sempre passata)
- in fine la ricotta vaccina a ricordarci che di si può andare in attacco con uno stile morbido e scioglievole.






Strascinate tricolore
Per 4 persone  


per la pasta impasto e lavorazione potete vederle qui





Passata di pomodoro

Fagiolini 300 g
Ricotta 200 g

Mettere i fagiolini in acqua salata bollente, preparate la passata di pomodoro.

Quando i fagiolini sarannò quasi cotti aggiungere la pasta. Poco prima di scolare il tutto ammorbidire la ricotta con un po' d'acqua di cottura.
Scolare la pasta con i fagioni, aggiungere la passata e far amalgamare il tutto. 
Impiattare e aggiungere un cucchaio di ricotta e altra passata.

Dai colori e dalla descrizione del piatto si capisce cosa è successo di importante nel fine settimana? Sono iniziati i mondiali.
Facciamo quello che sappiamo far meglio: stringiamoci a tavola

Se i doodle li fa google perché non posso farli io?
Logo Niente Pizza Stasera versione Mundial

lunedì 28 aprile 2014

Scrigno di insalata



Chi l’ha detto che l’insalata deve essere una macedonia di ortaggi relegata a piatto semplice?
Quando arrivano ospiti a cena o pranzo il dilemma è sempre lo stesso: unire sapore e presentazione senza tralasciare l’effetto calorico delle portate.
Diciamocelo pure: l’insalata viene sempre in mente, ma la escludiamo per il suo essere semplicemente un contorno.
La soluzione migliore è quella di andare ad aggiungere ingredienti e combinazioni diverse.
Fragole e pesto di basilico senz’aglio. Spinaci freschi, pere, noci e miele. Vinaigrette di arance e miele. E tutta una serie di combinazioni che possono rendere l’insalata un piatto speciale.
Combinazioni che non utilizzerò in questo caso, qui l’ingredienti è solo la fantasia.




Ingredienti
Per 2 porzioni
6 foglie di lattuga
2 carote
2 patate medie
4 fette di melanzana
Una mozzarella
Tonno

Procedimento
Mettere a bollire in acqua salata le patate e a cottura ultimata sbucciarle e schiacciarle. Unire alle patate raffreddate il tonno e le carote passate a julienne. Salare e mischiare tutto.
Grigliare le melanzane e tagliare a fette la mozzarella (si può usare anche quella di bufala).
In una pentola capiente mettere dell’acqua e portarla quasi ad ebollizione. Preparare una ciotola con acqua ghiacciata.
Prendere la foglia di lattuga e poggiandola su una base rigida (tagliere) adagiare il fianco del coltello sulla costa e battere con il palmo della mano.
Mettere la lattuga in acqua e dopo 30 secondi immergetela all’interna dell’acqua fredda così che mantenga il colore verde.
Mettere un coppa pasta al centro del piatto  e mettere le foglie di lattuga a mo di petali comprendo anche il centro del coppa pasta.
Comporre l’interno così: fetta di melanzane, mozzarella, patate carote e tonno, mozzarella e melanzane.
Chiudere con la parte di lattuga restante.
Da leggere sembra complicato, ma da fare è semplicissimo.

Potete aggiungere altri ortaggi o ingredienti. Questa non è una ricetta è un’idea.

giovedì 24 ottobre 2013

Frisella dedicata. Salmone marinato, finocchi e cioccolato modicano.



Questo post è coerente alla preparazione. Breve, saporito e intenso (questo lo spero)
Breve parentesi (tonda). La frisella è una roba a cui sono legato in maniera materna. Non a caso la prima ricetta postato su questo blog è stata proprio una frisella.

Questa nasce con una dedica, perché su Twitter c’è una persona che ama le friselle forse più di me, ma due amori diversi, il mio è un amore lontano, basato sul ricordo, con una scappatella ogni tanto. Lei questo amore lo coltiva e si nutre di esso. Sintetizzando: la frisella è uno stile di vita, ed entrambi a modo nostro l’abbiamo adottato.

Fra i vari tweet avevo promesso una frisella dedicata. Passati i mesi - non pochi rispetto ai miei tempi - eccola qua.

Sfruttando l’ennesima giornata di sole primaverile in questo ottobre siciliano ho preso tutti gli ingredienti, un tagliere, sono uscito in terrazza e l’ho mangiata (dopo averla fotografata) così: buona come il pane, un po’ più dura è rock (semi cit.)




Frisella gioiella

Per due friselle


2 Friselle (io ho scelto quelle integrali)

150 g di salmone affumicato

1 pompelmo rosa

1 finocchio

Cioccolato modicano al sale - Bonajuto Salinae (80% con Sale di Mothya)

Olive taggiasche

Olio, sale grosso, erba cipollina



Preparazione semplicissima.

Inumidire la frisella sotto l’acqua - non troppo – non mi stancherò mai dirlo: deve fare crack”.

Mettere a marinare il salmone, il finocchio tagliato sottilmente, qualche oliva, succo e polpa di pompelmo (ho messo quello rosa, per una maggiore acidità anche il giallo può andar bene)

Mettere tutto sulla frisella e finire con una grattugiata di cioccolato modicano al sale.

Buon appetito con il sole in faccia, e questa alle orecchie.
 


lunedì 7 ottobre 2013

Ricotta fresca e salsa di pomodoro della mamma



Chi l’ha detto che non esistono le mezze stagioni?

Esistono, sono la terra di mezzo, quello spicchio di tempo dove le nemesi si fondono.

Con questa ricetta non voglio insegnare niente a nessuno, è solo una condivisione di pensieri.

Al primo cartello – fatto rigorosamente a mano – sono stato felice, perché il fresco porta con se la ricotta e la ricotta porta dolcezza e cremosità.

Con la ricotta si può praticamente fare di tutto, ma è scientificamente testato. Ho fatto un test con un mio amico che tutti chiamano lo scienziato e per me già questo gli conferisce valenza scientifica – il primo piatto che si prepara è la pasta con la ricotta e la salsa di pomodoro fresco.
 

Salsa di pomodoro che arriva direttamente dalla casa e dal lavoro dei miei genitori. E per lavoro intendo tutto: selezione, acquisto, imbottigliamento e tutto quello che ci sta dietro.

Il pomodoro va in letargo e lascia il posto alla ricotta come simbolo del cibo che sta bene con il freddo e le ultime foglie di basilico sanciscono il patto.

I due sughi li ho serviti divisi, sarà ognuno con la forchetta a mischiarli, perché è una pasta leggera anche nello spirito, ci si può anche un po’ giocare.


 



Spaghetti ricotta fresca e pomodoro

Per 4 persone


320 g di spaghetti

passata di pomodoro 500 ml

ricotta 300 g di ricotta fresca

foglie di basilico

sale e olio q.b.

aglio

Scaldate un po’ di olio e fate imbiondire l’aglio in camicia. In questo caso non faccio il soffritto di cipolla. Perché? Perché andrebbe a conferire alla salsa un punta di dolcezza che – parere personale: non mi piace. Ma soprattutto mescolata con la ricotta diventerebbe eccessiva, la dolcezza – aggiungiamo la passata di pomodoro con dentro le foglie di basilico e i gambi (che verranno tolti a fine cottura), il sale e un pizzico di zucchero.  Quando la salsa sarà pronta insapori tela con un giro d’olio a crudo.

Mettete la ricotta sul fondo del piatto e con un po’ di acqua di cottura della pasta allungatela per distribuirla sul fondo del piatto.

Quando la pasta e la salsa sono pronte impiattate mettendo la pasta sulla ricotta e infine la salsa. In cima le foglie di basilico.

Qualcuno mette il parmigiano. E’ davvero necessario? Se la ricotta è buona no.



Variazione sul tema (solo per gourmet): mi piace aumentare le dosi per avere più residuo di salsa e ricotta. La scarpetta.

mercoledì 18 settembre 2013

La caponata, in leggerezza



Nuova ricetta sulla melanzana e anche questa evitando di friggerla (intervento semi-serio sulla melanzana).
Se la parmigiana è considerata pesante con le sue belle melanzane fritte la caponata (in Sicilia si chiama Caponatina, per la nostra atavica voglia di aggraziarci il nemico) è in una classifica a parte.
Cosa è la Caponata?
Spiegarlo è semplice quanto irrispettoso, la miglior prosa non può nemmeno arrivare agli stessi picchi di ambiguità dei sapori, l’alternanza della parte croccante a quella morbida, il sale, lo zucchero, l’acidità e tutto il mondo che la compone si mangiano e basta. Il resto sono solo parole al vento.

Per sommi capi: melanzane, peperoni, sedano, cipolle, olive, capperi, pinoli, pomodori, zucchero, aceto, basilico, olio e sale. Tutto, o quasi, fritto. Ultimo pasto? Sceglierei quella fritta, ma come per la parmigiana ogni tanto è giusto volersi bene senza farsi troppo del male.

Volete un altro motivo per scegliere questo metodo di preparazione? Provate a friggere ad agosto e poi ne riparliamo. Secondo una compensazione la sauna della preparazione dovrebbe coprire l’apporto calorico di quello che si mangia. Ma per far compensare tutti la preparazione dovrebbe essere di gruppo. Pessima soluzione.

Veniamo a noi.

 


Caponata infornata 
Per 4 persone

2 melanzane
2 peperoni
1 cipolla
2 patate
4 Pomodori piccadilly
Olive taggiasche
Sedano
Pinoli
Uva passa

Mettiamo in forno melanzane e peperoni interi, cipolla ancora con la tunica (la buccia) e patate a fette – le patate devono essere state precedentemente sciacquate sotto acqua corrente per eliminare l’amido.
Il forno preriscaldato a 180°, i tempi di cottura variano e gli ortaggi andranno girati durante la cottura.
35/40 minuti per le patate, 40’ per i peperoni e la cipolla e 50’ per le melanzane.
Mettiamo a riposo le patate cotte e le melanzane, i peperoni e la cipolla devono essere messi a raffreddare in sacchi per alimenti per 15 minuti, dopo questo lasso di tempo sarà più semplice togliere la pellicina.
Abbiamo finito di cuocere, è arrivato il momento di comporre il piatto.
Uniamo in una ciotola i peperoni e la cipolla tagliati a strisce, le melanzane tagliate a cubetti privati della buccia, i pomodori a cubetti privati dei semi, sedano - questi ultimi possono essere cotti in forno o grigliati secondo i gusti personali, io personalmente preferisco lasciarli crudi per una maggiore croccantezza – olive, una manciata di pinoli, l’uva passa. Salare e irrorare con olio, zucchero e aceto. Un germoglio di basilico in testa e il gioco è fatto. Meglio servirlo freddo, quindi si può preparare prima.
E’ un contorno oppure un antipasto, è colorato, è vegetariano, e pure vegano, tramite un coppapasta diventa pure elegante da servire.
Io l’ho accompagnato con dei petti di pollo al pesto, ma questa è un’altra storia.