giovedì 5 settembre 2013

I post son desideri (di felicità)



Si dice che dietro ogni grande uomo ci sia una grande donna.
Probabile, assai probabile.

Dietro ogni post c’è sempre qualcuno. E’ difficile immaginarsi facce e numero di lettori, è una cosa impossibile, posso sapere quante volte gli occhi di qualcuno si siano posati sul blog (potere della tecnologia) ma non so chi siano/te.

Come togliersi dall’imbarazzo dello scrivere solo per se stessi? Non sono mica in analisi che devo buttare fuori le mie emozioni.

Io voglio buttare fuori storie, pensieri e odori che sanno di buono. Voglio pensare del cibo che in bocca sia equilibrato, senza picchi né prese di posizione. E poi è bello rassicurarsi sapendo che se metterò il sale nell’acqua che bolle l’acqua diventerà salata. Sembra poco, ma una certezza è una certezza seppur piccola.

Pensare a una persona, una sola, aiuta nello scrivere. Quella persona deve essere il campione. Più è importante il campione più quello che verrà fatto sarà di buon livello.

Quando si vuole far bella figura a una cena bisogna cucinare per la persona che più di tutte può essere critica, se quella viene conquistata anche le altre di conseguenza lo saranno.

Così ogni singolo post, ogni piatto che ho creato avevano l’intento di far felice una persona sola.

Il segreto è il campione.

Se penso a ogni piatto riesco a ricordare per chi è stato creato, ed è come se in quel piatto ci sia il carattere della persona.

Ho anche creato dei piatti per me. In genere sono confusionari e privi di regole, ma sono buoni se non ci si sofferma sui picchi di sapidità o per la presenza di una nota acida a volte eccessiva.

Siamo umani e ci sono anche campioni che ci piacciono più di altri.

Si cucina per gli altri? No, si cucina per l’altro.

Perché cucinare scrivere di cucina è una cosa intima e il solo pensare che qualcosa che toccherò con le mie mani passerà attraverso la bocca di una persona e poi fin dentro nella pancia dove tutto nasce è una responsabilità che è anche intenso prendersi come intensa sarà l’emozione che quella pancia rimanderà su al cervello e poi giù verso la bocca che sfornerà un sorriso che sarà il colore che ogni persona che cucina cerca nel cibo.

(Non cercate punteggiatura si legge così come è)

Io, ho sempre scritto, spesso cucinato. Poi Incontro Luce. Il campione fa sempre la differenza.